Attraverso le rivoluzioni dell’AI: come la tecnologia sta ridefinendo chi siamo

La seconda lezione di Filo ha ospitato Davide Casaleggio, imprenditore ed esperto di strategie digitali, con un intervento dedicato alle rivoluzioni dell’intelligenza artificiale e alla frattura che sta provocando su 5 sfere tipicamente umane: intelligenza, conoscenza, lavoro, sanità e coscienza. Ambiti che l’individuo ha da sempre definito caratteristiche identitarie della propria natura, ma che l’AI sta trasformando, ridefinendo ciò che finora abbiamo considerato esclusivamente nostro. 

L’individuo ha perso il monopolio “biologico” dell’intelligenza perché il centro del pensiero si è spostato all’esterno della nostra testa, trasformando l’intelligenza in un’infrastruttura che acquistiamo a consumo, proprio come l’elettricità. Basti pensare ai piani di abbonamento premium o pro delle varie AI, i quali consentono un differente accesso alle informazioni. Lo stesso accade per la conoscenza. Memorizzare e accumulare informazioni è diventato un esercizio obsoleto, la vera sfida dell’educazione diventa la capacità di applicare le competenze per risolvere problemi in tempo reale, esattamente come fa l’AI.  

Questa trasformazione travolge poi il lavoro, dove si spezza definitivamente il legame tra presenza umana, produzione di valore e retribuzione. Ciò si nota benissimo negli ambiti di programmazione o di graphic design, nei quali agenti sintetici generano software completi o campagne visive in totale autonomia 24 ore su 24, producendo capitale senza che alcun lavoratore debba impiegare le proprie ore di vita per ricevere, in cambio, lo stipendio.

Allo stesso modo, l’AI riesce a riscrivere i confini della biologia e della sanità umana. Attraverso modelli avanzati di AI, la ricerca sta rendendo possibile il ringiovanimento delle cellule fino allo stato staminale, alterando la sequenza naturale del processo d’invecchiamento e allungando sempre di più l’aspettativa di vita. L’ultima sfera è invece la coscienza, la consapevolezza che si ha di sé stessi e del mondo esterno.

L’individuo ha sempre affermato che ciò che distingue l’uomo dagli animali è la coscienza. Ma adesso che anche l’AI opera con un’apparente consapevolezza di sé, la nostra identità perde i suoi punti di riferimento. 

E allora, se l’intelligenza diventa un bene a consumo, il valore si scinde dal lavoro e la biologia viene riscritta, la vera provocazione rimane una sola: cosa ci rende ancora umani? 

Articolo scritto da Ylenia Salomone

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