Da sempre l’uomo cerca strategie che possano allontanare l’avvento di quel periodo denominato “vecchiaia”, ma cosa ci ha spinto a temere così tanto questa fase della vita e, soprattutto, è davvero ciò di cui abbiamo bisogno per un’esistenza migliore?
Nell’immaginario comune la vecchiaia viene spesso associata a un concetto negativo, come se invecchiare fosse esclusivamente definito dall’idea di essere ormai giunti al termine del lungo e meraviglioso viaggio che è la vita, e che ormai tanto meraviglioso non lo è più.
Quando si pensa all’anzianità, spesso l’immagine che creiamo nella nostra mente è dominata da forti stereotipi negativi: la perdita di autonomia, la malattia, la fatica…
Eppure, qual è la ragione che ci spinge a non vederne i lati positivi?
Nel corso della storia occidentale il concetto di vecchiaia ha assunto diversi possibili significati. A partire dalle società più antiche, tra cui quella giudaica, in cui il sapere veniva trasmesso oralmente, l’anziano assumeva un ruolo rilevante in quanto rappresentava sapienza e saggezza. In assenza di libri e di Internet, questa figura era custode di tradizioni, regole, racconti e, più in generale, della memoria collettiva, fondamentale per la continuità della comunità. Pertanto la vecchiaia, seppur riconosciuta come fase della vita caratterizzata da grande fragilità, veniva rispettata e investita di una certa autorevolezza.
Tuttavia, a partire dagli antichi Greci, l’invecchiamento ha assunto un duplice significato, che viene espresso in maniera piuttosto chiara nella riflessione filosofica di quel tempo. Infatti, se da una parte Platone nel suo libro della “Repubblica” descrive la vecchiaia come una stagione di moderazione e pace, libera dall’assoggettamento delle passioni, dall’altro lato Aristotele ci restituisce un’immagine pessimista dell’anziano nella “Retorica”, quale figura diffidente, sospettosa e priva di riso. Quest’ultima concezione viene nuovamente ripresa nella letteratura teatrale, in cui il “vecchio” diviene oggetto di ridicolo, descritto attraverso tratti grotteschi e caricaturali.
La questione viene ulteriormente ribaltata nell’antica Roma, dove la vecchiaia viene sempre più associata all’autorità familiare, il cosiddetto “pater familias”. Assumendo quindi un certo prestigio all’interno della società, poiché garante dell’ordine e della continuità della comunità, viene riconosciuta e rispettata per il suo ruolo sociale fondamentale.
Una visione ancor più spensierata e positiva si fa largo a partire dal V secolo d.C. con l’affermazione del Cristianesimo. Infatti quest’ultimo riconosce l’avanzamento dell’età come una preparazione spirituale alla morte e all’avvicinamento alla vita eterna.
Per cui non si guarda più alla vecchiaia come al lento declino fisico e cognitivo della persona, quanto piuttosto a un percorso di crescita morale che conduce a Dio.
Col passare dei secoli, tuttavia, questa visione è andata perdendosi con l’avvento dell’evoluzione scientifica e tecnologica. Infatti l’alfabetizzazione e l’invenzione della stampa hanno permesso a sempre più persone di accedere al sapere. Sebbene costosi e non sempre facilmente accessibili, libri e archivi hanno reso disponibile a tutti la conoscenza, che pertanto non aveva più bisogno di essere trasmessa oralmente da figure incaricate di tale ruolo. Oggi più che mai la possibilità di accedere e navigare con pochi click sul web ci mostra come il sapere non debba essere un privilegio di pochi, ma un vero e proprio diritto.
Altresì la rivoluzione industriale, che ha permesso la costruzione di una società fondata sulla produttività e il lavoro, ha portato a percepire l’anziano come un peso, una persona che necessita di supporto e cure e che pertanto non è in grado di contribuire all’economia del Paese. Questa trasformazione nell’immaginario comune è fortemente influenzata anche dagli sviluppi nel campo della Medicina, che hanno portato a porre maggiore attenzione sull’aspetto patologico e il decadimento psico-fisico del corpo.
Ecco allora la risposta al nostro interrogativo iniziale: la paura che l’uomo prova nei confronti dell’invecchiamento è frutto di un lungo e complesso processo di costruzione sociale e culturale, che ha portato a guardare alla vecchiaia attraverso i suoi lati negativi.
A questo punto possiamo interrogarci sulle strategie che l’uomo ha adottato per rallentare tale processo. Dalle assicurazioni alle visite mediche, dalla chirurgia estetica agli studi di ingegneria biomedica, o più semplicemente dalle mode della palestra alle diete rigide diffuse sui social, l’uomo ha fin da subito cercato di opporsi al normale corso della vita, perfino adottando strategie creative per “comprare il tempo”. Eppure, negli ultimi anni l’enorme progresso tecnologico ha portato l’uomo ad immaginare ulteriori stratagemmi che non si limitassero più soltanto ad allungare le sue aspettative di vita – cosa che avrebbe comunque comportato l’avanzare dell’età -, ma che potessero arrivare persino ad invertire il tempo a lui concesso.
Tutte strategie che mirano ad un solo obiettivo: quello di vivere la tanto desiderata eterna giovinezza.
Ne sono alcuni esempi le ricerche condotte sui fattori Yamanaka, dei geni che permettono di riportare una cellula adulta allo stato embrionale, e il progetto Blueprint, programma nato da un’idea di Bryan Johnson nel tentativo di non invecchiare mai. Risulta piuttosto chiaro, quindi, che la tecnologia ci sta portando a raggiungere mete fino a poco prima inimmaginabili, traguardi che una volta avremmo pensato possibili solo nei film di fantascienza. Ma a quale costo? E quante di queste mete sono raggiungibili equamente da ciascuno? Forse bisognerebbe riflettere maggiormente sul qui ed ora, senza la paura di ciò che ci aspetta nel futuro e guardando al passato con la consapevolezza della fortuna che ci ha portato al presente.
Mark Twain a proposito ricorda che la paura della morte viene meno quando si impara davvero a vivere, invitando a riflettere sul privilegio della vita nella sua interezza. E per citare una sua celebre frase: “Do not complain about growing old, it’s a privilege denied to many”.


